Bassa, bassa politica.
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Il quaderno di Salerno e altri meridiani.
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Le ronde, dal governo al web, mostrano quello che siamo diventati.
Mentre in Europa e nel Mondo si perdono e si perderanno milioni di posti di lavoro (vedi la tabella con le previsioni dell'International Labor Organization 2009 ), di cosa si parla? Delle ronde.
Il Governo più populista dalla nascita della Repubblica italiana, sa bene come distogiere l'attenzione della gente dai problemi reali. Sfogatevi con gli extracomunitari - sembrano dirci -, all'attacco! Cose di questo genere, con chi te la puoi prendere se stai male: con il mercato? Troppo astratto. Con i politici? troppo lontani. Con il datore di lavoro? Troppo rischioso. Prendiamocela con l'immigrato, con chi calpesta il nostro stesso, magari frequenta il nostro stesso bar o ci lavora a fianco. Prendiamocela con chi è facilmente attaccabile perchè vive le stesse nostre umane miserie. Apriamo gli occhi gente. La guerra tra poveri è iniziata.
Il paradosso dell'informazione oggi è che più ce n'è, più cresce la confusione e la disillusione per ciò che si sente e che si vede. Per esempio, ditemi voi come dovrebbe prendere la faccenda Soru-l'Unità un elettore del PD che non sia un subnormale? Di Soru avevo parlato (bene) qui , cosa dovrei pensare ora? Basta! vado a guardarmi il Grande Fratello e non ci penso più, tanto, in questo Paese più sai, più t'indigni.
Della serie, fuori come va? L'autorevole International Herald Tribune (lunedì 2 marzo 2009) ci riporta alla drammatica attualità attraverso la storia di John Eller, cinquantunenne ex "colletto bianco". Eller era arrivato a ricoprire un ruolo direttivo, a capo di 7.000 dipendenti presso la Sprint, guadagnando $150.000 l'anno. Tagliato per via della contrazione economica prodotta dall'effetto 1 Settembre, nel 2002 Eller si ricolloca presso una società più piccola del New Jersey - nello stesso ruolo di responsabilità - ma per una paga ridotta della metà. Due anni più tardi riperde il lavoro a causa di una istrutturazione aziendale. Tutto da rifare: il nostro si rimette alla ricerca e alla fine trova lavoro presso un'azienda con due call center nel Kansas e nell'Illinois con un reddito che ritorna vicino alle 6 cifre. Ma solo un anno dopo, Eller riperde il lavoro. Non riuscendo a ricollocarsi nel proprio ambito di competenza, fa di necessità virtù trovando un lavoro temporaneo in una panetteria a 10 dollari l'ora. Dallo scorso ottobre questo signore è a spasso. Per riflettere.
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La vicenda Engalaro appena conclusasi mi lascia nel cuore la battaglia civile di un uomo coraggioso, Beppino Englaro, e la fermezza di un altro uomo, il Presidente Giorgio Napolitano, in grado di tenere la schiena dritta contro l'ennesimo strappo tentato dal Pdl.
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Ragazzi, quante cose! Riassumo in breve (vista la giornata intensa di lavoro):
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Mi hanno fatto riflettere le parole di Pino: "la Gelmini va sostenuta per la coraggiosa riforma a ritroso fatta, per finalmente sciogliere la CASTA degli insegnanti..."
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I consumatori bocciano l'accordo Abi-Governo sui mutui. lo ritengono "una sanatoria mascherata del decreto Bersani, violato ripetutamente e che il governo deve far rispettare". Un brodino insomma per Adusbef e Federconsumatori che si tradurrebbe solo in un allungamento dei mutui per i consumatori, mentre consentirebbe alle banche di incassare maggiori interessi e commissioni sulle rate al termine del pagamento degli stessi.
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Tre politici campani hanno tenuta viva l'attenzione del periodo pre-elettorale, quando si scelgono persone, poltrone, alleanze, si concordano programmi): Bassolino, De Mita, Mastella (cha ha icominciato a bloggare).
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Questo manifesto mi ha fatto venire la voglia di inaugurare un nuova rubrica. La chiamerò "facce di bronzo", anzi no, "IconoCasta" (ci ho pensato nel fine settimana). Mi sembra più originaleEtichette: Berlusconi, de gregorio, di pietro, facce di bronzo, italia dei valori, pdl, politica, valori
Non so chi abbia consigliato a Clemente Mastella di fare un blog. Chiunque sia stato, ha generato più grattacapi che altro all'ex Guardasigilli. La dimostrazione lampante che se non hai le carte in regola non puoi far parte della blogosfera. Intendo dire che se non accetti il dialogo, non raccogli le domande dei lettori, non sei chiaro e trasparente, se posti una volta al mese e tornando scrivi "non sono certo sparito", insomma, se a un certo punto non resisti alla pressione della conversazione tra pari e inizi a censurare i commenti, beh... sappi che può accaderti qualcosa di veramente spiacevole.
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Un video raccapricciante sullo stato di degrado in cui versa la Regione Campania intervallato alle facce di chi ci rappresenta (anche se voto a Milano).
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Su incontriamoci, social network di Prodi, sono stato invitato a dare il mio parere circa la difficile situazione in cui versa il Governo. Dopo aver letto il testo del discorso del Presidente del Consiglio Romano Prodi alla Camera dei Deputati ho commentato:
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Sabato scorso su Io Donna (setimanale del Corriere della Sera) è uscita una lunga intervista al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca dal titolo: "Così ho sgomberato il lungomare". Qui accanto lo scatto di apertura del servizio che raffigura il primo cittadino con la spiaggetta di Santa teresa sullo sfondo.
I padri mantengono i figli, poi però i bamboccioni che lavorano assicurano la pensione ai genitori. Va così, è una sorta di partita doppia, nessuno in realtà ti regala niente. Padoa Schioppa fa finta di non sapere (o non sa), intanto con il placet dei sindacati il governo blinda una riforma del wefare che dovrebbe farci scendere tutti in piazza.
A conti fatti era molto meglio lo scalone di Maroni che questo meccanismo graduale di scalini, guardava più avanti, invece questa è la classica soluzione politica attuata con il metodo all'italiana del "tiriamo a campare".
Così si cancellano le speranze di una generazione che deve abituarsi a vivere alla giornata, a tutelarsi da sola e magari a riprendere confidenza con la lotta, non violenta, con dei contenuti da discutere al tavolo delle trattative.
Per questo domenica sarò vicino a quanti scenderanno in piazza per dire no alla precarietà con le conseguenze che questo comporta nella vita delle persone. Spero saranno davvero in tanti domani alla manifestazione di Roma lasciando da parte interessi e strumentalizzazioni politiche che peraltro, come sempre, ci saranno.
Qui è in ballo qualcosa di molto più importante come la vita delle persone e il futuro di generazioni. Siamo a una svolta nel momento in cui la funzione stessa dello uno Stato inteso come garante della propria popolazione viene messa in discussione dalla globalizzazione, la finanza globalizzata, il dilagare delle multinazionali.
Qual'è il modello che abbracceremo? Mentre la nuova stagione italiana si apre all'insegna del kennedismo mi piace ricordare proprio le parole di quello che fu il presidente degli Stati Uniti: "non chiedere quello che lo Stato può fare per te, chiedi quello che tu puoi fare per lo Stato".
Come cittadino credo che il primo impegno sia proprio lavorare per una società più equa e giusta, per dare speranza a chi oggi l'ha persa.
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"L'Italia è come un calzino. La puzza sta sempre nella parte di sotto"
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Quando penso al nostro Ministro della Giustizia, non so perchè, mi viene subito in mente la figura di Don Abbondio. In effetti le analogie dei tra i due personaggi sono impressionanti; come non ritrovarsi in quel passaggio dei "Promessi Sposi" in cui il Manzoni descrive il carattere del curato descrivendolo come "un vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di vasi di ferro".
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