Tre politici campani hanno tenuta viva l'attenzione del periodo pre-elettorale, quando si scelgono persone, poltrone, alleanze, si concordano programmi):
Bassolino, De Mita,
Mastella (cha ha icominciato a bloggare).
Mi ha colpito il fatto che, dei tre. l'unico a fare un passo indietro è stato Mastella, mentre il governatore della regione e l'eterno Ciriaco sono rimasti in sella.
Bassolino colpito dal rinvio a giudizio disposto dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nel ciclo dei rifiuti ha replicato
così durante la riunione di Giunta a Villa Favorita (Ercolano). A Veltroni e al PD che neanche tanto implicitamente gli avevanno chiesto un passo indietro ha risposto picche.
De Mita invece ha cambiato partito appena ha sentito aria di bocciatura nel PD. Fare un passo indietro sulla propria candidatura? Per carità. Mai e poi mai. Così De Mita l'inossidabile di è accasato con le forze di centro (Udc e la Rosa Bianca di
Tabacci).
Infine Mastella. Il vero coupe de theatre lo ha fatto lui, l'ex Guardasigilli. Nessuno mi toglie dalla testa la regia della caduta del governo Prodi sia del cavaliere (ne avevo parlato
qui), ma chi poteva immaginare lo stravolgimento che ci sarebbe stato in seguito alla scelta di Veltroni di correre da solo? Nessuno. Neppure Mastella che così è rimasto al palo. Quando si è trattato di fare le alleanze nel Pdl, nè Fini, nè Bossi hanno voluto sentir ragioni, così Mastella (protagonista della
pornopolitica di questi anni).
Tre personaggi, tre domande differenti.
Nel primo caso, è giusto che un politico rinviato a giudizio resti al suo posto?
Nel secondo caso, dopo tante legislature non sarebbe il caso che un politico, per quanto assolutamente nel pieno delle forze, passasse la mano? In pratica, la discontinuità è una garanzia per la democrazia?
Nel terzo caso, ti ha stupito l'uscita di scena di Clemente Mastella
Commentate gente, commentate
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