lunedì, maggio 18, 2009

Tu ed io

I miei pensieri sono nuvole nel cielo. Multiformi, colorate, impetuose. I tuoi pensieri sono una natura rigogliosa. Piante e fiori esotici che esplodono, come in un quadro di Gauguin.

Testo scritto a 4 mani da me e Simona.

Etichette: ,

venerdì, marzo 27, 2009

Trasloco

Giorni che prendo, sposto, vado e torno, salgo e scendo, poso: mi fermo.
Stento, forse sono stanco, infatti mi distraggo. Troppo.
Non va bene. Non è il momento. Evado!

Una mano mi sfiora, è Simona. Mi prende e mi riporta a terra.
Dicevo? Giorni che penso che è giunto il momento di avanzare, senza pormi domande, seguendo l'istinto.
Avanzo, con il coraggio di un pater familias. Lotto. Sto traslocando.

Etichette: , ,

martedì, ottobre 07, 2008

Tutti allo stadio.


Ogni volta che vado ad assistere a una partita della Salernitana qui al Nord, conosco sempre nuove persone trasferitesi - in genere per lavoro - nelle regioni settentrionali.

Così la partita passa subito in secondo piano e diventa solo il pretesto per ritrovarsi, sentire accenti familiari, incrociare le nostre storie, o addirittura rivedere persone che non vedevi da tanto tempo (come accaduto con Gigi "il topo", ex Severi come me, e grande stopper).

Con l'amico Giulio (nella foto insieme a me sugli spalti del Garilli), quello della partita è un rito che si rinnova anno dopo anno, per passione, per il puro gusto di trascorrere qualche ora insieme (non accade di vedersi spesso, purtroppo), per parlare in dialetto, in fondo per non recidere il cordone ombelicale che ci lega alla nostra terra.

Da qui la mia riflessione: una partita di calcio, 22 uomini a caccia di un pallone. Sembra banale ma non lo è. Una partita... quante cose può fare una partita. Può far ritrovare, appassionare, far gioire, unire. Eppure, quante accezioni negative sono state attribuite in questi anni a una partita di calcio e quante altre cose che fanno parte della nostra cultura hanno cambiato di segno, distrutte da parole dettate da chi sa quali personaggi avidi di odio a penne addomesticate. Dovevano introdurre un cambiamento culturale. La poltrona del salotto al posto del seggiolino di plastica, il tepore della casa per il freddo dello stadio, l'immagine mediata dallo schermo e il moviolone per la naturale abilità del nostro occhio di cogliere l'attimo . Vuoi mettere, tutte queste comodità per la tua solitudine.

Ma rinunciare allo stadio è rinunciare all'emozione vera dello sport, all'esperienza condivisa con gli altri, le loro opinioni e le tue (massì... ad alta voce), ai cori d'incitamento e al caffè Borghetti. Stanno cercando di rovinarci la festa, mettendoci gli uni contro gli altri per poi addossarci la responsabilità di tutto ciò che di negativo accade negli stadi e nella società. Io continuo ad andare allo stadio. Per tutto quello che che per me rappresenta. Per la consuetudine e il piacere di vivere una giornata speciale in compagnia dell'uomo della domenica: Giulio, la persona ideale con cui andare allo stadio ;-)

Etichette: , , , , , , , ,

giovedì, giugno 05, 2008

Parole nella pioggia

Nal frattempo a Milano... piove. Accade da 2-3 settimane a questa parte e qui ci diciamo, per fare i fichi: "ottimo, riduce lo smog".
Ma ragazzi, come siamo messi?

Etichette: , , ,

giovedì, maggio 22, 2008

Giorni di nuvole
















Giorni di pioggia, leggo Terzani, frequento il corso di cresima. pratico Thai Chi. Nutrimento per lo spirito. La vita è un soffio di vento, il sole ritornerà.

Etichette: , , , , ,

martedì, maggio 06, 2008

I soldi hanno il loro peso ma l'anima conta di più


Dopo i fatti di Verona i cittadini del Nord Est avranno forse più chiaro che il principale nemico della loro sicurezza non sono gli immigrati.

Vi racconterò una breve storia. Negli ultimi mesi sono stato spesso da quelle parti (la mia futura moglie è veneta): Padova, Vicenza, Treviso. Soltanto due settimane fa ero nel trevigiano e sono andato in un locale a vedere un gruppo suonare. Non so se avete presente, il classico locale "in the middle of nowhere" come tanti ce ne sono nella provincia italiana.
Un posto frequentato da gente normale, giovani per lo più operai, gente che lavora, i soldi in tasca, belle macchine e scarsa cultura. Ho parlato con un ragazzo, che mi ha detto, "faccio un lavoro umile". Ed io: "che lavoro fai?". Lui: l'elettricista". Dico: "umile? Vuoi dire un lavoro normale.."
Ero con Simona, il ragazzo ci ha chiesto di dargli un passaggio. Ha detto: "a quest'ora i miei amici sono tutti ubriachi. Voi mi sembrate a posto, datemi un passaggio". Lo abbiamo accompagnato e durante il viaggio questa persona continuava a dire che da quelle parti si vive bene, la gente ha tanti soldi ma è poco incline ai rapporti sociali. Una zona dove per ogni casa ci sono 6 capannoni, però c'è tanta ignoranza e tutti i rapporti sociali da quando finisci le scuole in poi sono basati su ciò che hai, non conta quello che sei. Un discorso che lì per lì mi ha lasciato dentro un vuoto che definirei ingombrante. Ci siamo salutati, mi ha detto con sorriso malinconico: "mi piace quando vedo gente felice come voi".

Questo episodio mi è subito tornato alla mente quando ho appreso del pestaggio mortale di Luca Tommasoli e ho fatto messo giù alcune considerazioni: è evidente che la dimensione comunitaria (pubblica) della vita in certe zone dell'Italia del Nord è passata in secondo piano, a Sud invece conta ancora qualcosa (abbiamo altri problemi, non questo. Non ancora). Credo sia la dimostrazione che il danaro non possa essere preso a modello di riferimento della società. I soldi hanno il loro peso ma l'anima conta di più. Così il benessere può generare paradossalmente sofferenza diffusa, la gente si rintana nelle proprie gabbie dorate mentre fuori le città, i quartieri, le strade diventano più insicure e la televisione diventa ogni giorno di più strumento del controllo sociale (disgregante, frivolo, ottuso).
L'inaridimento culturale che ci circonda ci dice che qualcosa è sbagliato, che qualcosa stiamo sbagliando, che bisogna reagire alla politica della paura in una società povera di valori, di spiritualità, di cultura, di rapporti sociali veri. Per questo mi ribello a chi mi promette soltanto pene più severe e tagli sulle tasse credendo di nascondere così un disagio ben più diffuso nella nostra società: quello dell'anima.

Etichette: , , , , ,

venerdì, aprile 18, 2008

Pensieri asimmetrici

La mia libertà oggi è un notturno di Chopin e la biografia di Califano.
Lo scrivo perchè se ve lo dicessi a voce non mi potreste capire.

Etichette: , , ,

giovedì, aprile 17, 2008

Elezioni 2008: commento di testa

Quarantotto ore di silenzio post-elettorale - io vado controcorrente -. L'Italia volta pagina e forse si accorgerà di averla già vista in passato. Effetto deja vù con Berlusconi al terzo mandato ma il contesto in verità è molto cambiato. Vola la Lega, Arcobaleno sepolto. Pdl a valanga, inseguono staccati PD e Idv insieme, poi l'UDC, in salvo grazie all'aiutino dei cattolici.

Si riparte dopo lo scossone. Sull'albero non sono rimaste che le foglie verdi - metafora che regge se riferita alla Lega e al neonato PD - mentre quelle secche cadono al suolo (nanche tanto dolcemente).

Al di là della cronaca c'è un altro fatto molto rilevante emerso dall'ultima tornata elettorale: la società italiana è cambiata. tanti i fattori di complessità sopravvenuti negli ultimi anni, ma molti dei nostri politici non se ne erano ancora accorti, e sono stati puniti.

Le categorie sociologiche di un tempo non sono più sufficienti a descrivere differenze che sfumano i milioni di cromie e gli stessi significati tendono a divenire sfuggenti, così come gli interessi delle persone, divergenti e sovrapposti, come in un gioco di paradossi.

Anche se gli obiettivi di taluni partiti sembrano talvolta gli stessi passano sovente per strade differenti. Un esempio: i partiti sono tutti concordi sulla necessità di far recuperare potere d'acquisto ai cittadini, solo che se a sinistra il taglio delle imposte passa per il recupero del gettito fiscale, a destra - soprattutto la Lega (esempio di partito post-moderno)- pensa al federalismo fiscale.
E' una differenza fondamentale che nasce da una diversa lettura della società e da una diversa visione del mondo: quella delle destre è una visione brutalmente concreta, quella delle sinistre è comunitaria e solidaristica (mantiene un legame con la tradizione).
Alla fine la prima prevale sulla seconda perchè risponde ai bisogni e a un modo di sentire da parte del cittadino del tutto utilitaristico - a ragione o a torto il Nord vede il Sud visto come una zavorra -. Questo modo di sentire attraversa tutte quelle che una volta avremmo definito classi e che ora sono solo gruppi sfilacciati, dagli stili di vita sempre diversi. Sto parlando di un milione di nuclei che comunicano appena su un terreno comune fatto di aspetti frivoli della vita.

Non c'è più religione e con essa si estinguono legami convenzionali come famiglia e patria. Tutto quanto un tempo era il cemento della nostra società cambia di segno libera l'individuo ma allo stesso tempo lo obbliga a contare soltanto sulle proprie forze. Il modello di riferimento è quello anglo-sassone che però mal si aggancia a un sistema di riferimento (valoriale e strutturale) molto più rigido e meno dinamico di quello di Paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna.
Questo post di Daniela, una blogger, centra in pieno la questione ma la domanda è: può la politica abdicare dal suo ruolo etico e ignorare i problemi di democrazia e giustizia sociale che si presentano nell’arena globale?

Etichette: , ,

venerdì, novembre 23, 2007

Fini(to)?

Dopo "il colpo di teatro" del cavaliere, cosa ne sara di Fini?
Faccio fatica ad immaginare una strategia alternantiva per il leader di AN, così vicino a Forza Italia da sembrare una cosa sola. In questo momento AN è un partito in crisi d'identità.
Chissà cosa ne pensano gli elettori di destra.

Etichette: , ,

venerdì, novembre 16, 2007

I fatti della settimana (di tutto un po')

Settimana delirante come tante, al lavoro si sgobba , il cervello frulla.

Non scrivo. Altrimenti dove troverei il tempo per leggervi? Quindi apro la mail e la trovo zeppa di messaggi. Grazie a Pino che con le sue mail di fuoco fa un gran casino.

Ora blogga, Pino. Sarebbe un grandissimo moderatore di forum. Perchè non aprirne uno sotto il sito serramezzana.tk? la butto lì.


Settimana delirante dicevo; basterebbe guardare un po' di televisione. Ma la TV fa male, consapevole di questi ho buttato via il telecomando e sono andato a guardarmi Second Hand Guitars all'Alcatraz. Fatevi gli occhi!
Qualche riflessione sui tanti fatti di questa settimana e su quella precedente la faccio da me. Su "Tor di Quinto" e la mail "Fuori gli zingari dall'unione!". Opposta Visione tra le tante mail che ho letto. Quelli di destra associano il la parola sicurezza al problema immigrazione e c'è addirittura chi distingue la delinquenza nostrana da "altra DELINQUENZA!" d'importazione per intenderci e chi, probabilmente più a sinistra, fa appello al dialogo tra culture per una integrazione senza giri di vite.

Il dibattito potrebbe proseguire all'infininto ma inesorabilmente accade un fatto che riporta la questione sicurezza "a casa nostra". Domenica mattina un tifoso della Lazio, Gabriele Sandri viene assassinato da un poliziotto. Shock e altri fiumi di parole. Un fiore a Gabriele, ma in che modo le forze dell'ordine e le autorità hanno gestito la crisi? Da addetto ai lavori, roba da scompisciarsi dal ridere se non fosse che c'è solo da piangere. Domenica c'è stato un preoccupante blackout democratico. L'Italia è stata nelle mani di gruppi di facinorosi.

Dicevo, settimana intensa. Andando a ritroso fatemi ricordare due giganti del nostro tempo scomparsi a distanza di poche ore l'uno dall'altro.
Enzo Biagi e Nils Liedholm: il primo ha fatto del giornalismo una missione, il secondo del calcio, poesia. Uniti nella morte e nella leggerezza.

Etichette: , , ,

lunedì, ottobre 01, 2007

Rosso positivo
















Forte è l'emozione per la rivoluzione pacifica dei monaci birmani.
Il loro sacrificio, un karma positivo che illuminerà intere generazioni a venire.

Etichette: , , , ,

venerdì, agosto 17, 2007

Riflessioni (pallose) salernitane

Il diario di viaggio di questa estate riparte da Salerno (di ritorno dal Cilento) dove la tarantella e più in generale i fenomeni di riciclaggio culturale impazzano.
Siamo probabilmente al culmine della tendenza che genera un buon indotto per l'economia del turismo e de-genera in un nuovo immaginario utopico che coinvolge grandi e piccini alla ricerca della felicità.
Domani sarà già ora di tornare a Milano e poi all'isola d'Elba con una riflessione sulla Campania che lascio.
Ecco cosa vi ho trovato: una capacità critica sempre meno elevata (rassegnazione?), un tessuto sociale che si sgretola per la mancanza di coesione su contenuti di sostanza, alto livello d'insoddisfazione soprattutto nei giovani (che non sanno dove sbattere la testa ma si predono a testate) e i campanelli d'allarme sono una serie di fatti di sangue accaduti in questi ultimi 15 giorni che toccano anche "l'isola felice" che sino ad oggi è stata Salerno.

Domanda: pane e soppressata al ritmo della tammorra possono bastare per liberare questa terra dai suoi mali? No, però tengono a debita distanza i problemi. Indignazione dei miei conterranei non pervenuta. Com'è bella la vita, e com'è buona la ciambotta.

Etichette: , , , , ,